November 14, 2019


Perdonali che non sanno ciò che fanno: la carta di identità di Gesù

«Cognome: Il Nazareno. Nome: Gesù. Nato il: 25 Dicembre a Betlemme, in Palestina. Cittadinanza: Cielo, terra e ogni luogo. Residenza: Regno dei Cieli. Via: del Paradiso. Stato civile: figlio di Maria. Professione: fratello del mondo. Statura: alta. Capelli: divini. Occhi: pieni di luce».
Radio Maria, Facebook, 8 ottobre 2019

L'eccezione e la regola

Oggi a Roma inizia una nuova fase del processo alla povera Desirée Mariottini. Desirée è stata stuprata per 12 ore mentre era in coma: ecco, smettiamo di dire che sono eccezioni, è oramai la REGOLA!».

Daniele Capezzone, giornalista de La Verità,  a Quarta Repubblica, Rete 4, 21 ottobre 2019

Il legame col territorio

«I confini dell’Emilia Romagna? Vee... neto. Sì, poi cosa c’è, vediamo: Lombardia, Toscana... Liguria... Marche. Trentino... Trento? Ah no?».
Lucia Borgonzoni, ex sottosegretaria ai Beni culturali, candidata leghista alla guida dell'Emilia Romagna, “Un Giorno da P...

September 9, 2019

Kabul. - Quando ancora si poteva, seppure con le dovute cautele, camminare per le strade di Kabul, mi ritrovavo di fronte alla misera porta di una casa o al banchetto colmo di pane appena cotto, e come tutti potevo riconoscere i semplici tratti di una città dell’Asia centrale, la sua gente, il suo doloroso ma tenace tessuto sociale. In quella architettura senza pretese si vedeva all’opera un’umanità impegnata nei suoi secolari riti quotidiani, e dall’una e dall’altra si coglieva lo spirito di una civiltà nella sua rappresentazione attuale. Lo imparai a Dakar, quando andai a scrivere la tesi di laurea sull’economia popolare urbana, ovvero sui mille lavori della strada, studiando quanto i veri protagonisti non erano i mestieri e i loro artefici, ma lo spazio che li accoglieva, l’anonima e gloriosa “via pubblica”. Bastava soffermarvisi qualche minuto e tutto si rivelava, tutto si decideva, tutto diveniva chiaro, come scriveva Whitman: “Oh strada pubblica, tu ti esprimi meglio di quanto io...

August 1, 2019

Quarant’anni fa moriva Ugo La Malfa. L’Italia e l’Europa farebbero bene non solo a ricordarlo, ma a fare tesoro della sua sofferta intelligenza, del suo laico sacrificio quotidiano che ha saputo offrire alla politica una visione più ampia, dove la ricerca costante del bene collettivo primeggia su ogni altra ambizione.

La Malfa era un politico moderno: conosceva il valore delle radici antiche, per lui repubblicane, ma anche quello del costante aggiornamento, restando sempre al passo con i tempi; dava valore all’organizzazione dell’attività politica, e seppe trasformare il piccolo PRI in un motore efficiente, con la grafica intramontabile di Michele Spera, l’articolazione delle organizzazioni interne e vicine. Era anche un politico non italiano, non ingannava con l’uso delle parole a vuote e con il vacuo esercizio delle vanità personali, e tuttavia era un oratore potente che scandiva ogni parola come grazie a uno sforzo fisico e morale. Aveva un’idea chiara della collocazione a sinistra d...

June 26, 2019

Moroni - Recalcitranti a tutto e a tutti, le isole Comore sono uno di quei territori che non si sanno da che parte prendere. Isole fino in fondo, isole che non hanno voluto la cooperazione, isole che diffidano dell’integrazione, isole che nel loro acquario si possono contemplare a distanza, senza riuscire ad afferrarle, sfuggenti. Esse parlano a nome di tante altre terre che guardinghe non hanno inclinazione per i meccanismi internazionali, e nemmeno per le cooperazioni regionali, fiere di una geografia e di una storia, e in fondo ferite, ancora ferite di una sconfitta che ha rotto la loro unità. In questo, la visita alle Comore è una domanda difficile sul come porsi, dal fuori, rispetto a un mondo che più che chiuso è risentito. Un paradigma, a voler esagerare, dell’intero continente africano che prima di ogni relazione, ha bisogno di affermare la sua storia, di essere riconosciuto. Solo dopo, forse, si potrà “cooperare”, e poco contano la competizione, la contaminazione, la concorren...

May 12, 2019

Pyongyang. - Pare di approdare a un’isola. Nel moderno aeroporto di Pyongyang si annunciano per l’intera giornata appena tre voli – uno interno e, uno per Pechino (e solo due o tre volte alla settimana) e uno per la vicina Vladivostok. Tre collegamenti che devono bastare ai ventiquattro milioni di nordcoreani, che non viaggiano, non escono, esattamente come l’ateismo di stato non facilita l’apertura di un orizzonte spirituale. È dunque un “paese tutto interno”, ma che, contrariamente a quanto capitava in altre visite di paesi dal comunismo reale, non si nasconde, tutt’altro. Da subito, la Corea del Nord si racconta a ogni angolo di strada, con l’accoglienza cromatica dei palazzi cittadini color giallino, rosino, verdolino, azzurro stinto – bandito il grigio. Tra queste civili costruzioni, ai tanti fiori dei giardini pubblici si alternano gli innumerevoli manifesti del realismo propagandistico, con una loro forza, i colori netti, un senso costante di dinamica; e così sono anche i quadri...

March 26, 2019

I monumenti di Firenze, come buona parte dei monumenti, omaggiano granduchi e condottieri, geni artistici e santi, e aggirandoci tra le sue meraviglie possiamo porci le stesse “Domande di un lettore” della celebre poesia di Bertolt Brecht:

Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?

Il giovane Alessandro conquistò l'India.
Da solo?
Cesare sconfisse i galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?


Filippo di Spagna pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi,
oltre a lui, l'ha vinta?
Una vittoria ogni pagina.
Chi cucinò la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand'uomo.
Chi ne pagò le spese?
Quante vicende,
tante domande.

Ma una “risposta” la Firenze monumentale la offre, proprio in uno dei suoi templi del potere, Palazzo Pitti. Nel cortile, in fondo a sinistra, si trova infatti un bassorilievo unico. Il suo protagonista è infatti un...

March 11, 2019

Victoria. - Messe là, in mezzo all’oceano, le Seicelle sembrano come quelle ragazze riservate e tutte da scoprire, belline da morire e tranquille. Il turismo chic se n’è già appropriato da tempo, ma con garbo: costà non c’è sfoggio di catene alberghiere a cinque stelle, ristoranti glamour, macchine costose, motoscafi e sciatori sull’acqua. Nemmeno ci sono paradisi fiscali, yacht, sedi di strane banche. Sarà la natura granitica, lo scuro che affiora nella terra, la montagna che sale ripida, ma alle Seicelle niente hanno da spartire con gettonate isole caraibiche e ci si ricorda che siamo al largo, sì, ma al largo dell’Africa.

A Mahé, la principale delle varie isole dell’arcipelago, come da copione c’è un’unica via principale, che gira tutto intorno alla costa, un anello collegato da un paio di strade che s’inerpicano sulla montagna e poi ridiscendono dall’altra parte. Sono scorciatoie che permettono di addentrarsi nelle foreste interne, alcune tutelate da un parco nazionale, su pendici d...

February 14, 2019

Ieri in tanti, soprattutto nei banchi della sinistra, hanno deciso di disertare il discorso e il dibattito con il Presidente del Consiglio Conte a Strasburgo. Non lo hanno ascoltato, non gli hanno parlato, lo hanno ignorato, scegliendo la strada dell’assenza e dunque del non-dialogo istituzionale.

Sulla base della mia cultura politica lo trovo sbagliato, da molti punti di vista.

Perché nell’Unione Europea ci si confronta con tutti i governi degli Stati Membri, altrimenti salta tutto; perché non presentandosi si finisce per mancare di rispetto non solo al governo, ma anche al popolo del paese che questo governo ha eletto democraticamente, scegliendolo anche a causa dei tanti errori commessi da altri; e perché la pratica del non-confronto altezzoso rischia di incrementare i consensi di una maggioranza che si fa interprete di un senso di stanchezza, non solo italiana, verso una buona parte del cosiddetto establishment.
Conte non sarebbe nemmeno il bersaglio giusto: il Presidente del Consigl...

February 12, 2019

Non fu una “parentesi”, ma un salto nel futuro; non fu nemmeno un’esperienza troppo precoce per i tempi, ma la dimostrazione che volendo l’Italia aveva già tutti i semi della più avanzata democrazia.

Eppure pare che l’Italia di oggi faccia fatica a ricordare la Repubblica Romana di Mazzini, Saffi e Armellini, che il 9 febbraio di esattamente 170 anni fa introdusse regole di diritto all’avanguardia e che poi il nostro paese si sarebbe scordato per un pezzo.

Non fu sogno utopico, ma realtà costituzionale. Non si parla di una landa del Nuovo Mo

ndo, ma di una delle capitali più conservatrici d’Europa - la Roma papalina sottratta alle riforme illuministiche che pure toccarono Napoli, Firenze, Milano.

Ma, quasi in forma di riscatto, nel 1849 Roma si trasformò in un cantiere di innovazioni. Venne stabilito il suffragio universale, concedendo dunque il voto anche alle donne (anche se nella pratica poi prevalse una certa consuetudine) - un secolo prima della costituzione repubblicana del dopoguerr...

January 22, 2019

L’Italia ha accompagnato la cattura di Cesare Battisti con parole e immagini, anche istituzionali, fin troppo in libertà, a volte al limite dell’osceno. Ne hanno giustamente parlato molti.

Meno si sono osservate le due assenze del resto d’Europa.

La prima un’assenza di sentimento. La maggior parte dei media europei ha definito la cattura di Battisti come quella non di un terrorista pluriomicida ma di un “militante di sinistra” – come nei titoli de Le Monde, di Reuters, della tedesca DW, di France 24, della BBC e di moltissime altre testate, a volte aggiungendo “wanted for four murders which he denies”, or “allegedly committed”, o addirittura “écrivain de l’exile” (La Croix). Più onesta Al Jazeera: “un guerrigliero”.

Né mi pare che nessuno nelle istituzioni e nei governi dell’UE abbia voluto dire una parola ufficiale di sostegno a un arresto che nel nostro paese costituisce la chiusura di una vicenda dolorosa e che è stato unanimemente avvertito come un atto di giustizia da parte della pol...

December 21, 2018

Da anni ben più del 13% dei romani ha imprecato contro l’ATAC e i suoi disservizi. Eppure appena il 13% dei romani è andato a votare al referendum per sostenere la liberalizzazione del trasporto pubblico cittadino. Un risultato talmente striminzito che a parte ipotetici ricorsi al TAR – magari fondati, ma politicamente risibili – pare che anche gli stessi sostenitori abbiano pensato che fosse meglio che calasse il silenzio. Del resto è già calato: nessuno ne ha parlato più.

Invece, un mese dopo, vale più di una riflessione in casa liberale la mesta fine di quella che ritengo sia stata l’unica vera proposta di cambiamento nelle politiche capitoline negli ultimi anni. Di per sé, coraggiosa, ben congeniata e con valore aggiunto tutto liberal-democratico: un referendum per offrire una partecipazione decisionale diretta ai romani, applicato a un problema circoscritto, le redini dell’ATAC, ma ampiamente trasversale alle politiche cittadine – mobilità, ambiente, investimenti, trasparenza, fino...

November 19, 2018

Cinture di sicurezza: ultimi, anzi ultimissimi

Tasso di utilizzo delle cinture di sicurezza in Europa: Francia: 99%, Regno Unito, Germania, Svezia: 98%, Olanda: 97%, Portogallo: 96%, Belgio: 95%, Spagna Lussemburgo: 90%, Grecia: 77%, Italia: 63%.

(7 dimache, 18 novembre 2018)

Morti sul lavoro in aumento

Da gennaio a settembre 2018 sono state 834 le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro, l’8,5% in più rispetto alle 769 del 2017.

(INAIL)

Poca libertà di ricerca scientifica

L’Italia è in media al 26° posto su 60 paesi per libertà di ricerca scientifica “diritto alla scienza”. In particolare Italia al 29°, e dietro a Vietnam, Iran e Corea del sud, per ricerca scientifica legata alle tecniche di fecondazione; al 53° posto per ricerca sugli embrioni, e al 32° su 35 paesi per ricerca su OGM. (Studio di Andrea Boggio, Bryan University di Boston presentato al XV Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, ottobre 2018).

2050: Italiani merce sempre più rara

Nel 2050...

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