June 19, 2020

Dili. Un caso, due casi, forse tre… I dati snocciolati dalle autorità sanitarie di Timor sembrano uscire da un contagocce – contagi, perché le vittime sono ancora zero, anche se oltre millecinquecento persone sono state poste in quarantena preventiva a casa o negli ospedali. Quanto agli studenti che erano a Wuhan e che sono riusciti a tornare a casa, accolti come reduci da una battaglia, la quarantena l’hanno avuta in Nuova Zelanda. All’aeroporto di Dili, l’unico del paese, passano in esame tutti i passeggeri in arrivo, mentre in città le raccomandazioni da seguire sono poca cosa: restare a casa se possibile, evitare assembramenti, non sputare, mangiare cibi cotti. Il colossale Cristo Rei, dall’alto dei suoi ventisette metri e dalla collina dove è collocato, guarda verso il mare, il mondo, e protegge i pochi abitanti di questo paese dove la pandemia è osservata con gli occhi di chi è abituato all’isolamento, di chi si trova sospeso tra Asia e Oceania, di chi è piccolo, fiero di una pro...

June 2, 2020

L’opposizione al Recovery Plan da una parte di alcun paesi UE, e in Italia dai settori principali del centro-destra, è meno avventata di quel che sembra. Infatti ai sovranisti più avveduti non sfugge che la proposta della Commissione, sulla scia di quella franco-tedesca, della richiesta italiana e del voto del Parlamento Europeo (ma appunto non della Lega e di FdI), costituisce una svolta di rilievo dell’Europa, anche in prospettiva costituzionale. Se va in porto, non ci guadagna solo l’Italia, ma l’intero rilancio del progetto europeo auspicato da sempre dai repubblicani. Perché?

  1. L’Unione sfida un tabù e ricorre all’emissione di titoli per finanziare la spesa pubblica. Accade per la prima volta, applicando la “regola d’oro” per la quale investimenti con durata pluriannuale possono essere finanziati con debito. Ricorrendo direttamente al mercato finanziario, si potrà spalmare nel tempo i costi del sostegno alla ripresa. 

  2. Attraverso la inedita Decisione sulle risorse proprie, si...

May 27, 2020

I

Insisto su quanto già scritto: è un negoziato lungo, vedremo alla fine. Intanto (lo dico soprattutto per chi voglia approfondire), segnalo che molte informazioni sono disponibili a questo link: 
https://ec.europa.eu/…/coronavirus-…/recovery-plan-europe_en
Tuttavia a oggi cinque elementi sono chiari: 1) Conte e Gualtieri stanno negoziando bene, perché l’Italia potrebbe avere più di quanto si poteva sperare un mese fa. Il gioco delle parti tra posizione italiana, proposta franco-tedesca, rilancio della Commissione, finora mette in difficoltà i paesi “frugali”. 
2) La proposta della Commissione è molto valida, con un Fondo di 500 miliardi a fondo perduto e 250 di prestiti a tasso molto basso, di cui 172 per l’Italia, a fronte dei 38 per la Francia e 28 per la Germania. Ci sono poi i 37 miliardi per l’Italia per il MES a favore della sanità, con una condizionalità limitata e peraltro utile e a tassi quasi inesistenti; e i fondi già stanziati SURE come assicurazione contro la disoccupazion...

May 23, 2020

FOREWORD

This book is one of the outcomes of the RAYSE project, funded by the European Commission to promote a better understanding of the challenges faced by second-generation migrants in the E.U. The RAYSE project focused on young people, who look at their parents as a crucial bridge connecting them with their culture of origin and, at the same time, at Europe as their homeland. Their stories are stories of overcoming prejudices, often on both sides. All European secular constitutions promote equality and recognize every person’s dignity. However, actual social behavior is sometime is driven by widespread misperceptions. So far, vast sectors of the European Union have failed to fully integrate residents or citizens (the difference between these two status is a matter of national regulations and one of the issues of this book) of Asian or African origin. Many of them still struggle to be accepted in our open society of opportunities and freedoms. In the year 2020, this is not simply a...

May 22, 2020


 

Il Partito Repubblicano Italiano ha avviato una riflessione sulla prospettiva, se non sulla necessità, di un governo delle larghe intese; un esecutivo capace di approntare riforme ormai ineludibili per risollevare il paese dall’innesto della crisi provocata dal Covid su una situazione di mancata crescita già preesistente. Il PRI ritiene che nessuno come Mario Draghi possa condurre questo esecutivo, che per sa natura non avrebbe veri precedenti nella storia del paese. 

Mario Draghi è certo la personalità italiana che più è in grado di realizzare un ambizioso programma di riforme (su di esse il PRI ha presentato un documento il 14 aprile scorso) con una forte intesa con le istanze europee, il cui ruolo è ancora più di prima indispensabile al fronte dell’aumento del debito pubblico italiano. Solo di sfuggita ricordiamo le credenziali di Draghi, che ha saputo impiegare ogni spazio offerto dal mandato della Banca Centrale Europea, perfino con rischio di andare oltre (che è poi uno dei sens...

May 10, 2020

Gli europeisti devono pretendere dall’Unione Europea, ma non devono spazientirsi in quella che è una lotta lunga e che vede il governo impegnato in un negoziato che al tavolo di Bruxelles deve essere sostenuto da tutte le forze europeiste e responsabili. Mai come in questo momento la politica italiana dovrebbe ragionare tenendo fermo l’interesse del paese ed evitare atteggiamenti da primi della classe. Nulla, in Europa, si conquista gratis. Questa è peraltro la conferma che solo l’Europa può fornire risorse importanti per far fronte alla crisi e può fornirle senza uscire dal perimetro delle democrazie occidentali: altrove, gli eventuali regali si sconterebbero con ben altre cessioni di sovranità. Per questo, gli appelli alla solidarietà, per quanto nobili, non possono sostituire l'impegno di ogni Stato a vigilare sulle sue responsabilità. 

L’Italia si lamenta, a giusto titolo, di politiche fiscali di altri paesi, Olanda in testa, che costituiscono dumping della tassazione; politiche sba...

April 22, 2020

Cosa si gioca l’Italia al tavolo europeo? Dall’Europa vi sono alcune cose che dobbiamo pretendere, come un coordinamento tanto nella risposta alle emergenze pandemiche, che fin qui è stato in larga parte assente, quanto nel calendario e nelle modalità della ripresa. Dobbiamo anche pretendere quel sostegno finanziario che per l’Italia è letteralmente vitale. Ma molto dobbiamo pretendere da noi stessi: la crisi pandemica mette gli italiani di fronte alle loro responsabilità e alla necessità, antica e sempre disattesa ma non più rinviabile, di ristrutturare una spesa pubblica spesso dissennata e di cominciare a sanare le immense sacche di risorse sprecate a causa di sette vizi capitali su cui si sofferma la parte finale di questo documento (preparato per il Partito Repubblicano Italiano. e per Liberi Cittadini) che si propone di rifiutare ipocrisia, piagnisteo nazionalistico, europeismo di bandiera, e cercare di guardare le cose come sono.

La posta in gioco

L’accordo che è stato raggiunto i...

April 22, 2020

Virus e pornografia

"Ma come cazzo si fa a chiudere i musei e i luoghi d'arte per un pericolo che non c'è? L'unico antidoto al Coronavirus sono io...Il Coronavirus è così potente che per morire attende solo che si alzino un po’ le temperature. Tu bevi un tè caldo, ed il virus muore. Ma quale peste! Questo è il virus del buco del culo! Ci deve essere qualche cosa dietro. Siccome dovete stare a casa, guardatevi solo dei video porno, lesbo, trans, e fatevi delle gran seghe".

Vittorio Sgarbi, deputato, Libero, 2 marzo 2020 e Twitter 9 marzo 2020

Risiko

«La Cina confina col Giappone».

Matteo Salvini, 27 febbraio 2020


Perdonali che non sanno ciò che fanno: la carta di identità di Gesù

«Cognome: Il Nazareno. Nome: Gesù. Nato il: 25 Dicembre a Betlemme, in Palestina. Cittadinanza: Cielo, terra e ogni luogo. Residenza: Regno dei Cieli. Via: del Paradiso. Stato civile: figlio di Maria. Professione: fratello del mondo. Statura: alta. Capelli: divini. Occhi: pieni di luce».
Radio Maria, Facebook, 8 otto...

April 14, 2020

Al cospetto dell’attuale crisi, uno degli strumenti disponibili ma quasi misteriosamente lasciati da parte e praticamente non utilizzati e nemmeno invocati, è il Meccanismo di Protezione Civile Europea. Perché?

Previsto dal Trattato di Lisbona, e dunque dotato di una base giuridica solida, già attivato in passato in oltre trecento emergenze in Europa e nel resto del mondo, rafforzato nel 2019 in quanto “rescEU”, avrebbe modalità di impiego che si adattano in modo quasi ideale alla situazione che l’Italia e il resto d’Europa stanno conoscendo: coordinamento delle protezioni civili nazionali, organizzazione logistica, smistamento delle risorse dove esse sono richieste in via prioritaria, centralizzazione e condivisione dei dati, sostengo finanziario della Commissione, e molto altro. 

Ancora a marzo il Meccanismo è stato utilizzato per aiutare la Grecia nell’assistenza all’ondata di profughi in arrivo dalla Turchia, Sulla crisi da Covid era intervenuto marginalmente già a febbraio, organizz...

April 7, 2020

Esiste un commissario europeo responsabile del Meccanismo di Protezione Civile Europea. In un’Europa normale, il suo nome dovrebbe essere sulla bocca di tutti. Le sue parole dovrebbero scandire quotidianamente il senso di un’Europa che s’impegna a fondo nel rassicurare una società spaventata e nel bisogno di riferimenti autorevoli. Il suo servizio è stato creato con una specifica base giuridica dal Trattato di Lisbona e già attivato oltre trecento volte negli ultimi dieci anni. Nel 2019 è stato rafforzato, nello strumento “rescEU”. 

Ancora a marzo il Meccanismo è stato utilizzato per aiutare la Grecia nell’assistenza all’ondata di profughi in arrivo dalla Turchia, Sulla crisi da Covid era intervenuto marginalmente già a febbraio, organizzando alcuni voli di rimpatrio di cittadini europei rimasti bloccati in Cina; poi, il 19 marzo, rescEU ha lanciato un’operazione di acquisto e stoccaggio di materiale sanitario da distribuire ove necessario, con uno stanziamento di 50 milioni. Dove sia s...

March 5, 2020

(Questo articolo riprende le conclusioni, presentate dall’autore, della XXII Conferenza Euromediterranea sul Cinema del CICT/UNESCO, tenutasi il 6 settembre  al Lido di Venezia in occasione della Mostra del Cinema 2019). 

Teatrino iraniano in cinque micro-atti. Primo: fuori, davanti alla libreria, due ragazzi suonano, con chitarra elettrica e batteria, musica rock; nessuno li disturba, qualcuno si ferma ad ascoltare, il volume non è né basso né alto, certo non si nascondono, e il loro cantare è un inno di protesta, una voglia di esserci, una locandina delle intenzioni. Secondo: la libreria è moderna, piano terra e sottosuolo, piena di volumi ben ordinati, una bella libreria internazionale, con opere di tutto il mondo tradotte in persiano e una sezione di libri in inglese; a prima vista c’è un po’ di tutto – poesia, economia, romanzi, ma anche piccoli oggetti di desgin per la casa. Terzo: sullo scaffale delle Belle arti, un volume sulla pittura di Michelangelo presenta una...

January 29, 2020

Non bastarono due scomuniche a Enrico VIII e una Elisabetta I a far recedere Londra dallo scisma anglicano, e non sono servite le più funeste previsioni sull’impatto economico e sulla vita quotidiana dei sudditi di sua maestà a ribaltare l’esito del referendum sul Brexit. Anzi, tre anni di quasi impossibilità a districare il destino della Gran Bretagna da quello dell’Europa e di continui dibattiti, hanno confermato la fatale attrazione dello strappo, quasi una vertigine. Non si potrà più sostenere che gli elettori britannici abbiano scelto con disinformazione o emotività, mentre dobbiamo prendere atto che l’Unione Europea ha esercitato una capacità minima di seduzione, incapace di proporsi ai britannici come un destino comune e una protezione rispetto alle sfide globali.

Con queste premesse, il negoziato della separazione sarà ancora più complesso e ci finirà dentro quasi tutto, ma almeno non si occuperà di ciò che potrebbe essere oggetto di una parodia: la sterminata cultura britannica...

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