“Islam, guerra e dintorni – viaggio in Afghanistan”. Prefazione di Jas Gawronski; L’Harmattan Italia, 1997

Prefazione. 1 Il nome di Kabul. 2 La frontiera di Peshawar. 3 La terra di nessuno. 4 Ultime voci. Bibliografia

“Finalmente pensare che dappertutto ci si trovi siamo figli e padroni solo della grande piccola Sfera e non possiamo eludere l'invito a seguirne i sentieri, ché ogni luogo, anche un luogo mentale, è un passaggio, aperto al passaggio successivo, e allora cos'altro resta se non abbassarsi a pellegrini, elevarsi a pellegrini e, nell'aria di montagna di un'iscrizione funebre sul Saraghrar pronunciando il passaggio fra Peshawar e la guerra in quell'appezzamento di pianeta detto Afghanistan, contemplare il viaggio come un esercizio spirituale e intraprendere il cammino ancora giovane.”

“Dieu, guerre et autres paysages – voyage en Afghanistan”, edizione francese. Préface de Daniel Cohn-Bendit; L’Harmattan, 2000

"Droga di Dio - Afghanistan: la società dei credenti". L'Ancora del Mediterraneo, 2002

Primo, l’attesa. Secondo, il passaggio. Terzo, i grattacieli. Quarto, l’archivio. Quinto, i minareti. Intermezzo: i tappeti. Sesto, la resistenza. Settimo, il paesaggio. Ottavo, la caduta. Nono, la gabbia. Decimo, l’avvertimento. Bibliografia

“Non so bene cosa voglia dire oggi essere forti spiritualmente, ma credo la nozione ci dica: non fermarsi a contemplare il proprio ombelico e non arroccarsi su presunte certezze, scrollarsi dalla pigrizia e dalle facili formule, decidere il proprio posto nel mondo, scavando dentro di sé e facendo appello all'etica, per la quale non tutte le azioni sono uguali, ma alcune sono più importanti e più giuste di altre, convinti che allora saranno anche più efficaci, e ascoltare l'altro e guardarlo negli occhi, apprendendo la sua vita e il suo tempo. E anche capacità di attraversare i deserti, sapersi rimettere in viaggio.

Farà bene: dietro l'angolo di casa ci sono l'Algeria, la Bosnia, il Kosovo, il Medio Oriente -  e altre destinazioni nelle mappe del disorientamento e del fallimento. Nomi come Peshawar e Panshir, Kabul e Kandahar, Asia Centrale e Afganistan, sono altrettanti avvertimenti e fragili vittorie. Pronunciandoli, avvertiamo voci e storie così lontane, così vicine.”

"L’invenzione dell’Africa – un viaggio, un dizionario”. Prefazione di Walter Veltroni; la meridiana, 2005

Prefazione. Prologo. A: aereo. B: baobab. C: città. D: dono. E: esploratori. F: frontiera. G: guerra. H: hotel. I: isola. L: laguna: M: museo. N: nome. O: ottimismo. P: Pangea. Q: quantità. R: Ruanda. S: segreto. T: tempo, U: uguaglianza. V: villaggio. Z: Zanzibar. Bibliografia

Un viaggio in forma di dizionario smascherando l’idea dell’Africa inventata dall’europeo a suo uso e consumo. Chi è giunto in Africa con idee di conquista, alla lunga si è dovuto ricredere, la lotta con questo continente dalla proporzioni disumane è impari. “Qui l'uomo occidentale si deve adeguare... Si scende dall'aereo perplessi e frastornati.”

“Piccola anatomia di un genocidio – Auschwitz e oltre”. Giuntina, 2008

Non vi sono rivelazioni in questa “Piccola anatomia di un genocidio”. Altre le sue ambizioni: raccogliere con cento brevi stazioni in forma di via dolorosa, una sorta di alfa e omega della Shoah, evocando anche ciò che è di più risaputo, ché non per tutti è davvero risaputo, anzi; legare a doppio filo il “pre”-genocidio e la sua esecuzione, e senza rinunciare a un breve sguardo sui nostri anni; raccontare la vicenda non di una persona ma di una collettività così vasta che i nomi individuali si perdono - non solo, allora, vicenda dei singoli, ma tragedia universale; e soprattutto restare in una lettura che prenda meno di due ore, tutto d'un fiato – sempre che, leggendo, se ne abbia ancora.

“Firenze insolita e segreta". Fotografie di Waris Grifi; Jonglez, 2011

Una guida imitata e di riferimento: oltre duecento luoghi di Firenze, accessibili ma sconosciuti, per scoprire l’anima profonda di una città, dal centro alle periferie, dai monumenti a trabocchetto ad interni segreti. Il “viaggio fermo” per scrutare ciò che già pensiamo di conoscere: percorrere strade note ed entrare come in un labirinto in una storia che ne rimanda a un’altra.

"Secret Florence" (edizione inglese). Fotografie di Waris Grifi; Jonglez 2011

“Florence insolite et secrète” (edizione francese). Fotografie di Waris Grifi; Jonglez, 2011

“Florencia insolita y secteta” (edizione spagnola). Fotografie di Waris Grifi; Jonglez 2012

“Oceano Arno – i navigatori fiorentini”. Presentazione di Massimo Ruffilli, introduzione di Mauro Marrani, nota di Maurizio Maggini; Firenze Libri, 2012

Presentazione. Introduzione. Atlanti fiorentini. 1 Angiolino del Tegghia dei Corbizzi , il coraggio a metà. 2 Amerigo Vespucci, a cosa serve studiare Dante. 3 Giovanni da Verrazzano, l’uomo che si fece ponte. 4 Giovanni da Empoli, il trasformista. 5 Andrea Corsali, che vide più lontano di tutti. 6 Galeotto Cei, mangiando per vivere. 7 Filippo Sassetti, la spugna mai sazia. 8 Francesco Carletti, il penitente. 9 Fine corsa. Breve inventario dei viaggiatori toscani. Bibliografia. Internauti. Navig

Il primo studio su otto grandi navigatori che partendo da una città nemmeno sul mare, hanno segnato quello dei navigatori nati in una città non costiera e senza porto, cresciuti in riva all'Arno, impregnati della tradizione umanistica e dello spirito mercantile di Firenze, e poi partiti per esplorazioni, avventure personali e imprese commerciali oltre gli oceani Atlantico e Indiano. Otto nomi universalmente noti o sconosciuti, ma ciascuno con i suoi primati: chi ha esplorato per prima il sud America, chi le coste settentrionali, chi ha scoperto la Croce del Sud, chi ha intuito per primo l’esistenza dell’Oceania, chi ha trovato l’origine comune delle lingue indo-europee, chi ha effettuato il primo viaggio intorno al mondo come mercante, chi si ha ricoperto le Canarie, e ancora. Vite avventurose da leggere come la più alta pagina, e la meno conosciuta, dello spirito rinascimentale applicato a un primo processo di globalizzazione.

“Shoah, Ruanda. Due lezioni parallele”. Giuntina, 2014

“Memoria”, “unicità”, “mai più”: moniti che dopo la Shoah vengono messi in discussione dal Ruanda del 1994, un genocidio dei nostri tempi, il primo della società globale. Il massacro di oltre 800.000 tutsi e hutu moderati non è mai stato un “conflitto tribale”, come all’epoca qualcuno provò a definirlo, ma un genocidio che ripercorre molte delle modalità dello sterminio nazista degli ebrei, di cui è un “figlio maggiore”. Dal cuore dell’Europa al cuore dell’Africa, la meccanica dei due genocidi si può confrontare in un percorso in venti “stazioni”, con somiglianze stridenti e alcune differenze, comprese le responsabilità di una parte dell’Occidente che in Ruanda, cinquant’anni dopo la Shoah, si ritrova meno sicuro dei suoi antidoti politici e culturali che considerava acquisiti. Le Due lezioni parallele sono un percorso a specchio ricco di riscontri inaspettati e inquietanti, che rende ancora più attuale la terribile lezione della Shoah e svela menzogne e ipocrisie del nostro tempo.

"Notte a Gaza - tra droni e asinelli" (nuova edizione). Postfazione di Luisa Morgantini; Millelire Stampa Alternativa, 2015

Dai graffiti lasciati dai soldati israeliani alla paccottiglia nell’ufficio di Arafat, dallo strazio dei corpi innocenti alla ragazza velata che ormai non osa più stringere la mano a un uomo, Notte a Gaza è una galleria di personaggi e immagini del nostro tempo. Gaza come metafora della stupidità umana.

”Il giro del mondo in cinquanta barbieri – storie minori ma non troppo”. Stampa Alternativa, 2015

Abidjan, Costa d’Avorio, 4 marzo 2012; Addis Abeba, Etiopia, 27 ottobre 2006; Amman, Giordania, 20 ottobre 2014; Antananarivo, Madagascar, 17 agosto 1992; Apia, Isole Samoa, 17 luglio 2012; Avana, Cuba, 9 ottobre 1999; Bamako, mali 29 luglio 2013; Bihac, Bosnia, 13 maggio 1999; Biskek, Kirghizistan, 2 ottobre 2002; Bujumbura, Burundi, 26 febbraio 2010; Cairo, Egitto, 22 dicembre 2004; Cartagena de Indias, Colombia, 29 aprile 1995; Città del Capo, Sudafrica, 29 ottobre 2010; Dacca, Bangladesh, 6 novembre 2009; Dar Es Salaam, Tanzania, 24 ottobre 2995; Damasco, Siria, 8 aprile 2001; Gaborone, Botswana, 1 aprile 1993; Georgetown, Guyana, 27 novembre 2012; Gerusalemme est, Palestina/Israele, 26 novembre 2005; Hong Kong, Regione amministrativa, 22  novembre 2007; Istanbul, Turchia, 17 marzo 2008; Juba, Sud Sudan, 21 luglio 2011; Kabul, Afghanistan, 10 febbraio 1991; Kampala, Uganda, 20 febbraio 2009; Khiva, Uzbekistan, 18 marzo 2007; Lisbona, portogallo, 28 maggio 1991; Lomé, Togo, 29 ottobre 1997; Luanda, Angola, 3 ottobre 1994; Monrovia, Liberia, 31 maggio 2013; Muzzafarrabad, Kashmir, 8 dicembre 2003; New Delhi, India, 23 giugno 2004; Niamey, Niger, 28 giugno 2014; Parigi, Francia, 5 dicembre 1994; Pechino, Cina, 6 luglio 2002; Peshawar, Pakistan, 9 marzo 1990; Phnom Penh, Cambogia, 29 aprile 2003; Port au Prince, Haiti, 27 giugno 2010; Port Louis, Maurizio, 20 aprile 1998; Port of Spain, Trinidad e Tobago, 3 febbraio 2013; Poti, Georgia, 1 ottobre 2008; San José, Costarica, 28 febbraio 2000; San Salvador, El Salvador, 21 maggio 2006; Santiago del Cile, 17 giugno 2000; Thimphu, Bhutan, 23 aprile 2011; Tokyo, Giappone, 27 febbraio 2015; Ulan Bator, Mongolia, 10 settembre 2007; Venezia, Italia, 30 dicembre 1997; Vienna, Austria, 28 gennaio 1984; Windhoek, Namibia, 18 marzo 1996. Epilogo. Tabella di marcia. 

Cinquanta barbieri in cinquanta paesi diversi in cinque continenti in venticinque anni, da Peshawar nel 1990 fino a Tokio nel 2015, dal Caucaso alle isole Samoa per osservare il mondo attraverso il rito universale del taglio dei capelli e lo specchio del barbiere. Un modo diverso per scoprire il mondo e per viaggiare.

“Firenze insolita e segreta”. Fotografie di Waris Grifi; Jonglez, nuova edizione ampliata 2017

"Secret Florence" (edizione inglese). Fotografie di Waris Grifi; Jonglez, nuova edizione ampliata 2017

"Florence insolite et secrete" (edizione francese). Fotografie di Waris Grifi; Jonglez, nuova edizione ampliata 2018

Aria del Continente: dieci volumi di testo e di immagini legati al mandato di parlamentare europeo, curati graficamente da Andrea del Sere e pubblicati da Festina Lente dal 2009 al 2014 (esauriti).

I “La non Europa dell’Italia, una storia per numeri” a cura di Niccolò Rinaldi

Statistiche: Aiutare, Banche, Burocrazia, Carceri, Competitività, Corruzione, Debito pubblico, Diritti civili, Donne, Fisco, Gioventù, Governare, Immigrazione, Industria, Internet, Libertà di stampa, Ospitalità, Povertà, Privilegi, Respirare, Ricerca, Sicurezza alimentare, Sicurezza al lavoro, Spesa sociale, Studiare, Sviluppo umano, Dulcis in fundo: Nascere

II “Dei finanziamenti euripei – istruzioni per l’uso” a cura di Niccolò Rinaldi e Petra Solli

Di che cosa tratta questo elemento? Che cosa lo rende interessante? Scrivi una descrizione d'effetto per attirare l'attenzione del tuo pubblico..Prefazione. Introduzione. La programmazione europea. Parte I/I finanziamenti diretti: ambiente, energia e mobilità sostenibile; Agricoltura e sviluppo rurale; Ricerca, Sviluppo tecnologico e innovazione; Cultura e comunicazione; Inclusione sociale, giustizia e sicurezza; Mediterraneo e cooperazione allo sviluppo. Parte II/I finanziamenti indiretti: La politica regionale europea; I fondi strutturali 2007-2013; Il Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR) – procedure di partecipazione e modalità di erogazione dei fondi; Il FESR nelle regioni dell’Italia centrale – FESR Lazio, FESR Marche, FESR Toscana, FESR Umbria; Il Fondo Sociale europeo; Il Fondo europeo di coesione. Parte III/Le reti europee

III “L’Europa in dodici poeti di libertà” a cura di Plinio Perilli. Presentazione di Niccolò Rinaldi

Introduzione. Ugo Foscolo, Percy Bysshe Shelley, William Butler Yeats, Fernando Pessoa, Federico Garcia Lorca, Bertolt Brecht, Karin Bove, Simone Weil, Miklos Radnoti, Jiri Orten, Ciril Zlobec, Nasco Vaghenas. Commento ai testi. Epilogo. Già dentro il futuro. Nota bibliografica

IV “Album d’Italia – cartoline di IdV Estero per i 150 anni dell’Unità” a cura di Manfredi Nulli e Niccolò Rinaldi

Silvia Alicandro (Germania): Il mare e la libertà. Tullio Grassi (Svizzera): Il mappamondo. Yuri D’Antonio (Svizzera): Il campanile. Stefano Dedalo (Regno Unito): La mattina sui laghi del nord Italia. Graziella Ciminata Bivona (Stati Uniti): Made in Italy. Urbano Ciacci (Belgio): Il castello e il santuario di Cartoceto. Francesca Blanco (Svizzera): L’inno di Mameli. Francesco Giampietro (Spagna): Punta rossa, bianca e verse. Mauro Acanfora (Germania): La fenice. Levino Di Placido (Belgio): Il massiccio Majella. Giovanna Marzorati Menard (Francia): La Resurrezione di un popolo secondo Luca Signorelli.Emilia Foresta (Svizzera): La solidarietà di Lampedusa. Valentina Zanardi (Regno Unito): La famiglia. Enrico Scalavino (Regno Unito): Il Colosseo. Ugo Celestino (Belgio): Il tricolore. Salvino Reina (Svizzera): Gli emigranti. Pasquale Vittorio (Germania): Il Quirinale. Leopoldina Caccia Dominioni (Belgio): La Gioconda. Giuseppe Iademarco (Regno Unito): La piazza. Denis Dusso (Belgio): Germania, Belgio): La Vespa. Carlo Mascarino (Argentina): Burlamacco. Annunziata De Paola (Germania): Il miracolo dell’Opera italiana. Alessandra Pedrazzoli (Svizzera): La casa Cuore. Joseph Valente (Australia): Le scarpe. Giuseppe Pellegrini Masini (Regno Unito): Mare Nostrum. Fabrizio Martino (Regno Unito): La tavola imbandita. Filippo Trevisan (Germania): Mamma RAI. Gianluca Cerritelli (Regno Unito): Porta Solestà. Paola Cavallin (Regno Unito): La Commedia dell’Arte. Silvia Terribili (Olanda): Lucio Battisti. Letizia Bresci (Stati Uniti, Francia): Il centro urbano. Maria Antonietta Grasso (Francia): Giuseppe Garibaldi. Giuseppe Marchesani (Regno Unito): Il pontile di Vasto. Paolo Ferrigno (Olanda): Falcone e Borsellino. Vincenzina Crocetti (Svizzera): Il calcio.

V “Ricettario di cucina europea in tempo di crisi” a cura di Niccolò Rinaldi

L’Osteria del Gambero Rosso: Pinoccio, il Gatto e la Volpe. Antipasto/Introduzione.

Austria, di Ulrike Lunacek. Belgio, di Louis Michel. Bulgaria, di Metin Kazak. Cipro, di Eleni Theocharous. Danimarca, di Anne E. Jensen. Estonia, di Kristina Ojuland. Finlandia, di Rikka Manner. Francia, di Marielle de Sarnez. Germania, di Silvana Koch-Merin. Grecia, di Theodoros Skylakakis. Irlanda, di Marian Harkin. Italia, di Niccolò Rinaldi. Lettonia, di Ivars Godmans. Lituania, di Victor Uspaskich. Lussemburgo, di Charles Goerens. Malta, di John Attard Montalto. Paesi Bassi, di Marietje Schaake. Polonia, di Pawel Zalewski. Portogallo, di Mario David. Regno Unito, di Sir Graham Watson. Repubblica Ceca, di Jan Zahradil. Romania, di Adina-Ioana Valean. Slovacchia, di Sergej Kozlik. Slovenia, di Ivo Vajgl. Spagna, di Izaskun Bilbao Barandica. Svezia, di Cecilia Wikstrom. Ungheria, di Csaba Sandor Tabajdi

VI “Roma Città Aperta - breve dizionario di cittadinanza a cura di Niccolò Rinaldi, con la collaborazione di Simona Mignozzi, Alessia Di Nucci, Luana Coccia e Silvia Genero

A: amor/roma. B:Barbari. C: Confine. D: Derby. E: Eterna. F: Fiume. G: Gagliardo. H: H2O. I: Inquinamento. L: Labirinto. M: Mappe. N: Normalità. O: Omissis. Q: Passo. Q: Quo vadis? R: Rovine. S: Segreto. T: Trasparenza: U: Ultimi. V: Verde. Z: Zampilli

VII “La città e la sua fabbrica – una storia d’acciaio” di Alex Paiella. Introduzione di Niccolò Rinaldi

Introduzione. L’acciaio nella vita quotidiana. L’acciaio in cifre. Acciaieria di Terni. Cronologia. La nascita della grande acciaieria. La condizione operaia. Il modello polisettoriale. La città fabbrica. La guerra: 108 bombardamenti. La resistenza e la Liberazione. La ricostruzione e il dopoguerra. Gli anni ’50: la terapia dei licenziamenti. Il Villaggio Matteotti 1971-1975. Cronologia recente

VIII “Anatomia di una strada – via de’ Serragli” di Niccolò Rinaldi. Con un intervento di Andrea Ponsi e la collaborazione di Paola Pelanda, Paolo Rodari, Alessio Sardelli

1 Invocazione – la pubblica devozione della via.  2 Un tabernacolo laico - partigiani al Caffè Pieri. 3 I padroni di casa – i Serragli. 4 Abitanti illustri, fiorentini ed europei – targhe commemorative. 4bis Un altro illustre viaggiatore – William Shakespeare. 4ter Lapidi di oggi.  5 L’esercizio dell’anatomia. 6 E oggi? E il futuro? Cittadini e comitati. 7  Une promenade. 8 Un commento alla promenade. 9 L'altra promenade: la corsa a ostacoli. 10 Una passeggiata sensibile (di Andrea Ponsi). 11 Taccuino (di Andrea Ponsi). 12 Congedo (di Federico Garcia Lorca)

IX “Notte a Gaza” di Niccolò Rinaldi. Postfazione di Luisa Morgantini. Festina Lente, 2014

Once upon a time... c'era una volta. Parole. Notte a Gaza. Un racconto per immagini: Così in ato, così in basso; Underground, vie parallele; Luoghi di culto; La città è tranquilla; La fantasia è un diritto dei bambini; Censura - foto che non avremmo mai volito pubblicare; Flora; La casa di Jamal

 

X “L’alternativa montagna – un’altra Europa” di Niccolò Rinaldi. Con interventi di Luciano Caveri e Antonio Moresco

1 Bussola; 2 Versante esterno; 3 Versante interiore; 4 Parete nord; 5 Tracce; 6 Dialetto; 7 Cordata; 8 Martello…; 9 … chiodo…; 10 … e moschettone; 11 Funivia pedestre: Lettera europea nomade; 12 Il Monte Analogo; Una sola cresta

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