top of page

"Oceano Arno – i navigatori fiorentini”

presentazione di Massimo Ruffilli

introduzione di Mauro Marrani

nota di Maurizio Maggini

Firenze Libri, 2012

cop.oa.png

Presentazione. Introduzione. Atlanti fiorentini. 1 Angiolino del Tegghia dei Corbizzi , il coraggio a metà. 2 Amerigo Vespucci, a cosa serve studiare Dante. 3 Giovanni da Verrazzano, l’uomo che si fece ponte. 4 Giovanni da Empoli, il trasformista. 5 Andrea Corsali, che vide più lontano di tutti. 6 Galeotto Cei, mangiando per vivere. 7 Filippo Sassetti, la spugna mai sazia. 8 Francesco Carletti, il penitente. 9 Fine corsa. Breve inventario dei viaggiatori toscani. 

Bibliografia. Internauti. Navigatori, cartografi e mercanti figli di Oceano Arno.

Il primo studio su otto grandi navigatori che partendo da una città nemmeno sul mare, hanno segnato quello dei navigatori nati in una città non costiera e senza porto, cresciuti in riva all'Arno, impregnati della tradizione umanistica e dello spirito mercantile di Firenze, e poi partiti per esplorazioni, avventure personali e imprese commerciali oltre gli oceani Atlantico e Indiano. Otto nomi universalmente noti o sconosciuti, ma ciascuno con i suoi primati: chi ha esplorato per prima il sud America, chi le coste settentrionali, chi ha scoperto la Croce del Sud, chi ha intuito per primo l’esistenza dell’Oceania, chi ha trovato l’origine comune delle lingue indo-europee, chi ha effettuato il primo viaggio intorno al mondo come mercante, chi si ha ricoperto le Canarie, e ancora. Vite avventurose da leggere come la più alta pagina, e la meno conosciuta, dello spirito rinascimentale applicato a un primo processo di globalizzazione.

Scopri di più

“Islam, guerra e dintorni – viaggio in Afghanistan”

prefazione di Jas Gawronski

L’Harmattan Italia, 1997

cop.igd.jpg

Prefazione. 1 Il nome di Kabul. 2 La frontiera di Peshawar. 3 La terra di nessuno. 

4 Ultime voci. Bibliografia

“Finalmente pensare che dappertutto ci si trovi siamo figli e padroni solo della grande piccola Sfera e non possiamo eludere l'invito a seguirne i sentieri, ché ogni luogo, anche un luogo mentale, è un passaggio, aperto al passaggio successivo, e allora cos'altro resta se non abbassarsi a pellegrini, elevarsi a pellegrini e, nell'aria di montagna di un'iscrizione funebre sul Saraghrar pronunciando il passaggio fra Peshawar e la guerra in quell'appezzamento di pianeta detto Afghanistan, contemplare il viaggio come un esercizio spirituale e intraprendere il cammino ancora giovane.”

Scopri di più

“Droga di Dio - Afghanistan: la società dei credenti”

L’Ancora, 2002

cop.ddd.jpg

Primo, l’attesa. Secondo, il passaggio. Terzo, i grattacieli. Quarto, l’archivio. Quinto, i minareti. Intermezzo: i tappeti. Sesto, la resistenza. Settimo, il paesaggio. Ottavo, la caduta. Nono, la gabbia. Decimo, l’avvertimento. Bibliografia

 

“Non so bene cosa voglia dire oggi essere forti spiritualmente, ma credo la nozione ci dica: non fermarsi a contemplare il proprio ombelico e non arroccarsi su presunte certezze, scrollarsi dalla pigrizia e dalle facili formule, decidere il proprio posto nel mondo, scavando dentro di sé e facendo appello all'etica, per la quale non tutte le azioni sono uguali, ma alcune sono più importanti e più giuste di altre, convinti che allora saranno anche più efficaci, e ascoltare l'altro e guardarlo negli occhi, apprendendo la sua vita e il suo tempo. E anche capacità di attraversare i deserti, sapersi rimettere in viaggio."

Scopri di più

“Piccola anatomia di un genocidio – Auschwitz e oltre”

Giuntina, 2008

cop.pag.png

Né vi sono rivelazioni in questa “Piccola anatomia di un genocidio”. Altre le sue ambizioni: raccogliere con cento brevi stazioni in forma di via dolorosa, una sorta di alfa e omega della Shoah, evocando anche ciò che è di più risaputo, ché non per tutti è davvero risaputo, anzi; legare a doppio filo il “pre”-genocidio e la sua esecuzione, e senza rinunciare a un breve sguardo sui nostri anni; raccontare la vicenda non di una persona ma di una collettività così vasta che i nomi individuali si perdono - non solo, allora, vicenda dei singoli, ma tragedia universale; e soprattutto restare in una lettura che prenda meno di due ore, tutto d'un fiato – sempre che, leggendo, se ne abbia ancora.

Scopri di più

 “Dieu, guerre et autres paysages – voyage en Afghanistan”

préface de Daniel Cohn-Bendit

L’Harmattan, 2000

l.dgap.cop.png

edizione francese di “Islam, guerra e dintorni – viaggio in Afghanistan”

Scopri di più

”Il giro del mondo in cinquanta barbieri – storie minori ma non troppo”

Stampa Alternativa, 2015

cop.barbieri.jpg

Abidjan, Costa d’Avorio, 4 marzo 2012; Addis Abeba, Etiopia, 27 ottobre 2006; Amman, Giordania, 20 ottobre 2014; Antananarivo, Madagascar, 17 agosto 1992; Apia, Isole Samoa, 17 luglio 2012; Avana, Cuba, 9 ottobre 1999; Bamako, mali 29 luglio 2013; Bihac, Bosnia, 13 maggio 1999; Biskek, Kirghizistan, 2 ottobre 2002; Bujumbura, Burundi, 26 febbraio 2010; Cairo, Egitto, 22 dicembre 2004; Cartagena de Indias, Colonia, 29 aprile 1995; Città del Capo, Sudafrica, 29 ottobre 2010; Dacca, Bangladesh, 6 novembre 2009; Dar Es Salaam, Tanzania, 24 ottobre 2995; Damasco, Siria, 8 aprile 2001; Gaborone, Botswana, 1 aprile 1993; Georgetown, Guyana, 27 novembre 2012; Gerusalemme est, Palestina/Israele, 26 novembre 2005; Hong Kong, Regione amministrativa, 22  novembre 2007; Istanbul, Turchia, 17 marzo 2008; Juba, Sud Sudan, 21 luglio 2011; Kabul, Afghanistan, 10 febbraio 1991; Kampala, Uganda, 20 febbraio 2009; Khiva, Uzbekistan, 18 marzo 2007; Lisbona, portogallo, 28 maggio 1991; Lomé, Togo, 29 ottobre 1997; Luanda, Angola, 3 ottobre 1994; Monrovia, Liberia, 31 maggio 2013; Muzzafarrabad, Kashmir, 8 dicembre 2003; New Delhi, India, 23 giugno 2004; Niamey, Niger, 28 giugno 2014; Parigi, Francia, 5 dicembre 1994; Pechino, Cina, 6 luglio 2002; Peshawar, Pakistan, 9 marzo 1990; Phnom Penh, Cambogia, 29 aprile 2003; Port au Prince, Haiti, 27 giugno 2010; Port Louis, Maurizio, 20 aprile 1998; Port of Spain, Trinidad e Tobago, 3 febbraio 2013; Poti, Georgia, 1 ottobre 2008; San José, Costarica, 28 febbraio 2000; San Salvador, El Salvador, 21 maggio 2006; Santiago del Cile, 17 giugno 2000; Thimphu, Bhutan, 23 aprile 2011; Tokyo, Giappone, 27 febbraio 2015; Ulan Bator, Mongolia, 10 settembre 2007; Venezia, Italia, 30 dicembre 1997; Vienna, Austria, 28 gennaio 1984; Windhoek, Namibia, 18 marzo 1996. Epilogo. Tabella di marcia. 

 

Cinquanta barbieri in cinquanta paesi diversi in cinque continenti in venticinque anni, da Peshawar nel 1990 fino a Tokyo nel 2015, dal Caucaso alle isole Samoa per osservare il mondo attraverso il rito universale del taglio dei capelli e lo specchio del barbiere. Un modo diverso per scoprire il mondo e per viaggiare.

Scopri di più

"Verborgenes Florenz" 

fotografie di Waris Grifi

Jonglez 2018

l.fir ins2de.cop copia 4.jpg

Edizione tedesca di “Firenze insolita e segreta”.

Scopri di più

“Shoah, Ruanda. Due lezioni parallele”

Giuntina, 2014

cop.s&r2lez.jpg

“Memoria”, “unicità”, “mai più”: moniti che dopo la Shoah vengono messi in discussione dal Ruanda del 1994, un genocidio dei nostri tempi, il primo della società globale. Il massacro di oltre 800.000 tutsi e hutu moderati non è mai stato un “conflitto tribale”, come all’epoca qualcuno provò a definirlo, ma un genocidio che ripercorre molte delle modalità dello sterminio nazista degli ebrei, di cui è un “figlio maggiore”. Dal cuore dell’Europa al cuore dell’Africa, la meccanica dei due genocidi si può confrontare in un percorso in venti “stazioni”, con somiglianze stridenti e alcune differenze, comprese le responsabilità di una parte dell’Occidente che in Ruanda, cinquant’anni dopo la Shoah, si ritrova meno sicuro dei suoi antidoti politici e culturali che considerava acquisiti. Le Due lezioni parallele sono un percorso a specchio ricco di riscontri inaspettati e inquietanti, che rende ancora più attuale la terribile lezione della Shoah e svela menzogne e ipocrisie del nostro tempo.

Scopri di più

"Tappeti volanti per andare e tornare - cinque storie fiorentine in Afghanistan". Millelire di Stampa Alternativa, 2020

l.tapp vol.cop.jpeg

I. Herat, Firenze e Kabul; II. Due statue afghane; III. Viola uzbeko; IV. Un tè afghano; V. I muri di Kabul

 

Siamo in Asia Centrale, tra afghani, in cinque episodi che hanno luogo tra il 1990 e il 2018. Inaspettatamente, qualcuno o qualcosa allude a Firenze. Improvvise incongruenze fuori contesto, o sottile filo rosso che conduce a casa, con la quale il viaggiatore deve sempre fare i conti. O il solito ammonimento: che le nostre storie sono più intrecciate di quanto sembri a prima vista.

Scopri di più

“Notte a Gaza”

postfazione di Luisa Morgantini

Festina Lente, 2014

 

nuova edizione “Notte a Gaza – tra droni e asinelli”

Millelire di Stampa Alternativa, 2015

l.nag2.cop.jpg

Dai graffiti lasciati dai soldati israeliani alla paccottiglia nell’ufficio di Arafat, dallo strazio dei corpi innocenti alla ragazza velata che ormai non osa più stringere la mano a un uomo, Notte a Gaza è una galleria di personaggi e immagini del nostro tempo. Gaza come metafora della stupidità umana.

Scopri di più

“L’invenzione dell’Africa – un viaggio, un dizionario”

prefazione di Walter Veltroni

la meridiana, 2005

l.ida.sito.jpg

Prefazione. Prologo. A: aereo. B: baobab. C: città. D: dono. E: esploratori. F: frontiera. G: guerra. H: hotel. I: isola. L: laguna: M: museo. N: nome. O: ottimismo. P: Pangea. Q: quantità. R: Ruanda. S: segreto. T: tempo, U: uguaglianza. V: villaggio. Z: Zanzibar. Bibliografia

Un viaggio in forma di dizionario smascherando l’idea dell’Africa inventata dall’europeo a suo uso e consumo. Chi è giunto in Africa con idee di conquista, alla lunga si è dovuto ricredere, la lotta con questo continente dalla proporzioni disumane è impari. “Qui l'uomo occidentale si deve adeguare... Si scende dall'aereo perplessi e frastornati.”

Scopri di più

“Alfbeto d’identità – scoprire Fiorenze”

Preludio di Anna Balzani, direttrice di Florence is You; introduzione di Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia

Mauro Pagliai editore, 2022

l.alf id fir.cop1.jpg

Arno, Beffa, Cupola, Dimensione, Etruschi, Giglio, Invenzione, Hotel, Lingua, Moda, Non finito, Osservatorio, Ponti, Quadri, Ribellione, Spazio, Tempo, Ulivo, Viaggiatori, Zuppa.

 

Ventuno capitoli, uno per ciascuna lettera dell’alfabeto, per tracciare l’identità di Firenze con molte soprese, storia, fallimenti e successi, indicazioni politiche, variazioni sul tema.Un libro che è l’estetica e la trasgressione di Firenze.

Scopri di più
bottom of page