December 18, 2017

La madre di tutti i diritti della persona resta una chimera? L’unico diritto, tra i tanti sacrosanti sventolati da dottrine politiche e riforme sociali, nascosto nella parte più intima, il diritto che elude tutti gli altri, è il più inafferrabile, il meno rivendicato, il più discutibile: il diritto alla felicità.  Alcune legislazioni e perfino alcune costituzioni lo affermerebbero – e uso il condizionale perché dopo la nobile e seducente enunciazione, manca sempre il passo successivo, le concrete misure attuative di un tale diritto, e ancora prima, la misurazione della felicità. Che poi è felicità individuale o collettiva?

Del singolo o della famiglia? E potrei affermare la mia felicità circondato da infelici? L’egoismo si farebbe così sinonimo di felicità. E se una legge può oggettivamente creare lo spazio per la libera espressione, ad esempio di stampa o di associazione, come potrebbe creare le condizioni di una felicità? E la responsabilità di un tale sforzo appartiene più alla sfera...

December 14, 2017

La politica italiana sarà incapace di comprendere le condizioni dei cittadini italiani, ma è ancor a più cieca di fronte a quanto accade nella nostra società.

Nessuno, che io abbia visto, ha speso una parola per Adan: tredici anni, irakeno, affetto dal quel doloroso male che è la distrofia muscolare, Adan ha vissuto gli ultimi giorni della sua vita nei giardini davanti alla stazione di Bolzano. La sua famiglia vi era approdata una volta terminati gli ultimi soldi in viaggio dalla Svezia, paese che aveva rifiutato l’accoglienza. Una famiglia allo sbando, con un figlio distrofico, così, nel bel mezzo dell’Europa.
La prospera Provincia di Bolzano non lo aveva ritenuto degno di assistenza, e solo per l’intervento di alcuni volontari è stato ricoverato in ospedale. Dopo una notte qualche luminare ha deciso la sua dimissione e Adan ha dormito sul pavimento di marmo di una chiesa evangelica che sola ha aperto le sue porte. Il giorno dopo è tornato a bivaccare davanti alla stazione. Stremato, i...

December 4, 2017

Terra di mezzo fuori dalla miseria e ancora alla rincorsa di un vero benessere diffuso. Una società e una comunità che non sanno dove andare. Tentati costantemente dal mito degli Usa

Trinidad - Prima la “cattedrale”, pietra miliare dell’antica colonizzazione, l’edificio più cogente dei valori affermati dalla vita nuova di queste isole allo sbarco dei conquistatori. Poi, in perfetta continuità urbanistica e di potere, il giardinetto all’europea con il centrale monumento a Colombo. Nessuna enfasi: il parco è piccolo e tenuto male, e il circostante traffico ricorda che la gente costà ha altro a cui pensare - come dappertutto. Magari senza sapere dove andare, come società, come comunità, in questi Caraibi tentati costantemente dal mito degli stati Uniti, dall’americanizzazione dei modelli consumistici ed estetici, e con la loro radice identitaria che ancora resiste in una poesia di Walcott o nel celebre carnevale di Trinidad.

Contraddizioni che si rivelano già dai nomi: la capitale si chiama...

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