August 11, 2017

Ci sono sciagure collettive che vanno ben oltre il dolore provato. Come il mortale incidente stradale che ha improvvisamente strappato Gisella Venditti e Guido Petrocchi alla vita - per loro così estesa, energica, ricca. Guido e Gisella sono unici. Il loro ricordo appartiene all'eccezionale. Mai vista una coppia - marito e moglie - così affiatata e complice non solo nel lungo percorso d'intimità, ma nell'impegno politico continuo, nell'onestà per loro mai slogan ma organica pratica di vita, nell'amore viscerale per la propria terra - l'Abruzzo, l'alto Lazio, l'Europa vera e attiva - che era massimo grado di amor patrio. L'uno a sostenere l'altro, sempre insieme, e insieme a sostenere la buona politica. Un amore tradotto in impegno costante, e mai e poi mai solo a corrente alternata, magari in prossimità di una campana elettorale. Basta riguardare oggi ai loro profili di FB per apprezzare la quantità e la qualità delle iniziative, delle attenzioni, delle presenze sul territorio. Progett...

August 11, 2017

Una mia amica è stata tra i primi sostenitori di Macron, è a lui molto vicina e ha salutato la sua vittoria non solo come una liberazione dell’incubo Le Pen, ma anche come una svolta per l’Europa. Siamo stati in molti a pensarlo, aggiungendo l’apprensione che alle grandi attese possono seguire le grandi delusioni. Questa mia amica è francese ed è anche una militante del federalismo europeo. Molto francese e molto europeista.

Le ho chiesto di questi primi passi del Presidente francese, alcuni dei quali irrompono nella politica italiana. Ecco, in sintesi, quanto, da francese e da europeista, e pure da persona che bene conosce il nostro paese, mi ha detto.

Ha evocato subito cinque episodi significativi del nuovo corso inaugurato da Macron.

Il primo è l’incontro con Putin, dove il Presidente francese ha “addressé” e “encadré” l’ostico interlocutore russo come nessun’altra autorità dell’UE aveva fatto finora, nemmeno la pur determinata Merkel, affermando una dimensione europea, parlando chiara...

Libreville -. Conferenza a Libreville: gli scontri sulla procedura fagocitano il confronto sui contenuti. I delegati, me compreso, sono avviluppati nel solito rito delle circostanze. Meglio uscire all’aria aperta, al centro di questo paese che ha conosciuto una transizione pilotata, e molto pilotata, da una repubblica in stile monarchia assoluta a una repubblica in salsa monarchia costituzionale. Repubblica, perché costà presidenti della repubblica si chiamano i capi di stato; monarchia, perché prima era il padre, e dal 2009 il figlio. Dopo il turbolento passaggio di consegne – elettorale, come si deve, che tanto il vincitore avrà tutte le sue garanzie – ci sono state quelle riforme quanto basta, il minimo sindacale. Diciamo riforme da “reddito di cittadinanza” per restare nei musei delle teocrazie personali africane ma continuare a essere accettati nel salotto delle buone frequentazioni: stabilità, una fedeltà all’Occidente o meglio alla Francia travestita da neutralità, contratti a i...

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